Come funziona il servizio mortuario di un ospedale, gli orari e dove far arrivare i fiori.
Quando un decesso avviene in ospedale, la salma viene accolta nel servizio mortuario della struttura: è il locale che tutti chiamano camera mortuaria o camera ardente, e non va confuso con la camera mortuaria del cimitero, che è un’altra cosa e ha altre regole.
È qui che si svolge il periodo di osservazione previsto dalla normativa: ventiquattro ore durante le quali la salma resta in condizioni che permettano di rilevare eventuali manifestazioni di vita. La visita del medico necroscopo, che accerta il decesso, non può avvenire prima di quindici ore dalla morte e, di regola, non oltre le trenta.
Una precisazione sui nomi, perché generano equivoci: l’obitorio è una struttura distinta, destinata ai casi che riguardano l’autorità giudiziaria o alle salme di identità ignota, e non è il locale in cui una famiglia veglia il proprio caro. Nei comuni sopra i cinquemila abitanti la normativa richiede che sia separato dal deposito di osservazione.
All’Ospedale Cardarelli, in via Antonio Cardarelli 9, il servizio mortuario è aperto tutti i giorni dalle 8:00 alle 20:00, con operatori a disposizione delle famiglie e delle imprese funebri. All’Ospedale del Mare la sala mortuaria osserva lo stesso orario, tutti i giorni dalle 8:00 alle 20:00.
Per le altre strutture gli orari vanno confermati direttamente con l’ospedale: cambiano da azienda ad azienda e non pubblichiamo dati che non abbiamo potuto verificare. Se ci scrivi indicando la struttura, verifichiamo noi prima di comporre l’omaggio.
Nelle primissime ore la salma può trovarsi in un locale di servizio, dove un omaggio floreale non verrebbe visto dalla famiglia. Conviene sapere dove si svolgerà effettivamente la veglia: spesso non è l’ospedale ma una casa funeraria.
Chi ha il quadro completo è l’impresa funebre che segue la famiglia: è a lei che va rivolta la domanda, prima che a un centralino. Se la veglia si terrà in una casa funeraria, nella guida sui fiori per la veglia e la camera ardente spieghiamo quali composizioni sono adatte.
L’Azienda Ospedaliera dei Colli riunisce il Monaldi, in via Leonardo Bianchi, e il Cotugno, in via Quagliariello 54, entrambi nella zona collinare della città.
Per queste strutture non pubblichiamo orari del servizio mortuario: non abbiamo potuto verificarli in fonte ufficiale e preferiamo dire che non lo sappiamo piuttosto che scrivere un orario sbagliato in un momento in cui nessuno ha tempo di controllarlo. Li conosce l’impresa funebre che segue la famiglia, e in caso di dubbio possiamo verificarli noi prima di comporre l’omaggio.
Il passaggio dall’ospedale al luogo del commiato lo organizza l’impresa funebre, che si occupa anche delle autorizzazioni. Da lì la salma può andare in una casa funeraria per la veglia, in chiesa per il funerale o direttamente al cimitero.
Noi consegniamo in tutti questi luoghi: basta indicarci sede e orario e ci coordiniamo con la struttura. Se il luogo non è ancora deciso, aspettiamo e componiamo l’omaggio quando c’è la conferma.
Il servizio mortuario dell’Ospedale Cardarelli, in via Antonio Cardarelli 9, è aperto tutti i giorni dalle 8:00 alle 20:00, con operatori a disposizione delle famiglie e delle imprese funebri.
La sala mortuaria dell’Ospedale del Mare osserva lo stesso orario: tutti i giorni dalle 8:00 alle 20:00.
Nel parlato sì, ma non nella normativa. Il servizio mortuario di un ospedale è una cosa; la camera mortuaria del cimitero è un locale di servizio del cimitero, con altre regole. “Camera ardente” indica piuttosto l’uso di uno spazio durante la veglia.
Perché deve trascorrere il periodo di osservazione di ventiquattro ore previsto dalla normativa, e la visita del medico necroscopo non può avvenire prima di quindici ore dal decesso né, di regola, oltre le trenta. Sono termini di legge, con le sole eccezioni tassative che la norma prevede.
Sì, rispettando orari e consuetudini della struttura. Conviene però verificare dove si svolgerà la veglia: spesso non è l’ospedale ma una casa funeraria. Indicaci la struttura e verifichiamo noi prima di comporre l’omaggio.